L’Associazione “Università dell’Ambiente, del Paesaggio e del Territorio – Sardegna” – (APS) promuove un nuovo ciclo di incontri sul tema: “Cagliari e la Sardegna tra Ottocento e Novecento: Personaggi, Storie, Avvenimenti e Memorie di socialità e cittadinanza”.
Il progetto è in continuità con la precedente rassegna, tenutasi nel 2025 e conclusasi nella primavera 2026 con la pubblicazione del volume Cagliari e la Sardegna verso l’Europa. Politica, arte, cultura e società tra ‘700 e ‘800, curato da Giancarlo Nonnoi.
Il periodo compreso tra la proclamazione del Regno d’Italia (1861) e la fine della seconda guerra mondiale (1945) rappresenta un arco temporale fondamentale per la storia d’Italia e dell’Isola, un periodo caratterizzato da innumerevoli avvenimenti di grande portata e da irreversibili momenti di svolta. L’integrazione nel neonato Stato unitario fu un processo lento, segnato da profonde trasformazioni socio-economiche, politiche e culturali.
Le riforme sabaude realizzate tra la seconda metà del Settecento e il primo cinquantennio dell’Ottocento ed in particolare la promessa di “Perfetta Fusione” (1847) della Sardegna con gli Stati di Terraferma avevano ingenerato grandi speranze di innovazione e di cambiamento in senso moderno.
Ad alimentare le aspettative di un’isola che spinge per proiettarsi verso l’Europa contribuiscono l’emanazione dello “Statuto Fondamentale” (c.d. Statuto Albertino, 1848) e la convocazione del primo parlamento subalpino, attraverso il quale, con la partecipazione dei sardi eletti nell’isola, si pongono le basi giuridiche per la realizzazione della parità di trattamento tra la Sardegna, il Piemonte e gli altri Stati di Terraferma.
Un’equiparazione auspicata e rivendicata con sempre più forza dai politici e dagli intellettuali sardi, ed alla quale daranno un contributo i 1192 soldati isolani impegnati sul fronte della Prima guerra di indipendenza del 1848, di cui 677 volontari arruolatisi all’inizio del conflitto.
Un importante contributo umano, ideale e anche di vite che i sardi continueranno a fornire in momenti differenti del processo di costituzione dello stato nazionale, ora contribuendo alle inchieste parlamentari, e ora partecipando alla Guerra di Crimea ed alle altre guerre risorgimentali e post-risorgimentali. Ma è a partire dalla fase post-unitaria che la Sardegna è posta di fronte a sfide inedite e di grande momento, politico, sociale ed economico.
Tra queste si possono ricordare la modernizzazione infrastrutturale (strade ferrate, porti, moli, banchine, strade), la questione agraria, il governo dei flussi migratori, l’introduzione dei nuovi sistemi scolastici e amministrativi e i conflitti bellici europei. Un vortice di avvenimenti ravvicinati nel tempo, di grande intensità e partecipazione popolare che travalicavano la dimensione locale e nazionale e dal quale in Sardegna, come nel resto dell’intero spazio pubblico internazionale, emerse una nuova classe dirigente, ricca di figure dal grande spessore morale ed intellettuale che ricoprirono ruoli politici di rilievo nel Parlamento del Regno d’Italia.
In quanto capoluogo e principale porto dell’isola, Cagliari con il suo popoloso hinterland è stata in vari momenti al centro del turbolento processo di mutamento ideale e materiale, assumendo, attraverso una progressiva evoluzione urbanistica, i caratteri di una media città borghese, commerciale ed operaia di tipo euro-mediterraneo. Al tempo stesso, rafforzò il suo ruolo di centro amministrativo e politico, riflettendo, parimenti, le stesse tensioni e contraddizioni politico-sociali di un’Italia appena unificata, ma ancora segnata da forti disparità sociali e territoriali.
Sono i decenni in cui nascono le prime forme di associazionismo, di mutualismo e di sindacalismo, in cui ebbero un ruolo fondamentale i giornali e le riviste locali, un fermento che, tra l’altro, spingerà, influenzandola, per l’adozione di una politica coloniale italiana, concepita non solo come debutto sullo scacchiere politico internazionale, ma soprattutto come impresa economica e sbocco occupazionale per una popolazione giovane e in continua crescita.
Il giornalismo, in particolare, rappresentò per la Sardegna uno strumento di costruzione della cittadinanza che, fin dall’indomani dell’Unità, svolge un ruolo di primo piano, con la straordinaria attività partecipativa dei numerosi fogli quotidiani, periodici o occasionali stampati in gran numero non solo nelle maggiori città, ma anche nei centri minori.
Dal punto di vista urbanistico ed architettonico rilevante fu il progressivo rinnovamento della struttura urbana dei principali centri dell’isola. Una metamorfosi che a Cagliari fu avviata con la demolizione quasi totale delle mura ai piedi del castello e il passaggio del patrimonio immobiliare dagli enti religiosi al demanio. Due passaggi che risultarono preliminari per l’avvio di un processo di formazione di una città nuova, caratterizzato dalla costruzione di nuove dimore delle famiglie e dei ceti emergenti, di immobili per le nuove attività produttive e di magazzini di stoccaggio delle merci in arrivo e in partenza. A partire dal Palazzo Vivanet, cui seguirà il Palazzo Civico, prendono corpo i primi nuclei di un fronte mare porticato, che verrà via via arricchito da elementi di architettura neogotica, neorinascimentale e della Belle Époque.
Per le generazioni sarde d’inizio secolo particolarmente importante fu, unitamente al consistente esodo migratorio, la partecipazione massiccia alla Grande Guerra, che rappresentò, come evidenziò con grande lucidità Antonio Gramsci, uno dei principali, se non il principale, momenti fondativi della moderna coscienza identitaria nazionale e sarda.
Ciascuno degli incontri della rassegna, previsti tra ottobre e dicembre 2026, si soffermerà criticamente su alcune pagine di questa “grande storia” nazionale e isolana, pagine spesso trascurate dalla divulgazione pubblica. Con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura fuori dai luoghi comuni, capace di riavvicinarci con maggiore consapevolezza alle radici della Sardegna contemporanea.
Grazie al sostegno logistico e finanziario della Fondazione di Sardegna, la partecipazione agli incontri sarà libera, e gratuita sarà la consultazione e la visione dei materiali ad essi collegati, come videoregistrazioni ed e-book sulle conferenze, che si prevede di pubblicare sul sito internet dell’Associazione.
Hanno concesso il loro patrocinio l’Università degli Studi di Cagliari, la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Cagliari, l’Archivio Storico Diocesano di Cagliari e la Città Metropolitana di Cagliari.
Cagliari, 21/09/2026
Stefano Basciu