Dalla Spagna ai Savoia (1700-1720)

Concluso

Con il presente contributo è stata affrontata una problematica storiografica relativa al periodo in cui il regno di Sardegna, nel più vasto e complesso contesto europeo della Guerra di Successione spagnola, tra il 1708 ed il 1717, passava sotto il dominio austriaco. Periodo storico sul quale gli studi e le ricerche risultano quasi del tutto assenti o alquanto superficiali, in quanto da parte degli studiosi è mancata una capillare indagine archivistica ad ampio spettro, limitandosi a riproporre modelli interpretativi datati e fortemente inficiati dalle riflessioni al riguardo fatte da Giuseppe Manno nella sua Storia di Sardegna, opera a cui si fa costante riferimento, ma che, nell’esaltare il ruolo riformistico e propulsivo del successivo governo sabaudo, esprime giudizi negativi sia sulla secolare esperienza spagnola che su quella breve austriaca.

Soltanto di recente, grazie all’acquisizione di nuovi apporti documentari e a nuove fonti reperite in diversi archivi nazionali (Cagliari, Genova, Napoli, Palermo e Torino) e soprattutto spagnoli (Barcellona e Simancas) e viennesi, su questo periodo si è acceso un nuovo interesse da parte di alcuni studiosi facenti capo al Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Cagliari, che confrontandosi con i colleghi spagnoli, ampliando l’orizzonte ad una sistematica esplorazione delle fonti disponibili, attraverso la lettura critica della documentazione prodotta dall’attività amministrativa delle elités appartenenti alla burocrazia centrale e periferica, “strumenti dell’Assolutismo”, hanno messo in discussione la tesi storiografica “torinocentrica”, che attribuisce all’esclusiva azione della corte sabauda la politica di riforma avviata in Sardegna nel corso del Settecento.

In realtà, si è potuto accertare, che i dibattiti e le discussioni che si svolgono all’interno delle Giunte, delle Segreterie, del Consiglio Supremo di Sardegna, per i riferimenti che offrono, consentono di restituire l’originaria organicità a progetti che la classificazione per materie ha disperso nelle più disparate sezioni degli archivi sardi e torinesi. Il che permette di ricostruire un quadro della realtà sarda nel tornante di fine Seicento e primi anni del Settecento ben più complesso e articolato, che tende a rivalutare il ruolo riformistico svolto dal governo di Carlo II non soltanto in Spagna, ma anche nell’isola.

Infatti, se da un lato la corrente storiografica “torinocentrica”, attribuendo valore di prova quasi esclusivamente alla documentazione camerale e di corte, con l’esaltazione del ruolo primario del sovrano negli indirizzi della strategia di governo dell’isola, portata avanti da “abili esecutori”, sullo sfondo di un presunto universo locale indistinto, passivo, e spesso addirittura inerte, dall’altro i nuovi studi, frutto di una indagine documentaria a tutto campo e ad ampio spettro, hanno messo in risalto il ruolo incisivo svolto dal ceto politico locale nella progettualità, nell’avvio e nel portare avanti gli indirizzi di riforma.

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