La conferenza ha seguito il percorso biografico di cinque appartenenti alle classi dirigenti settecentesche che da Cagliari intraprendono con energia nuove strade nelle istituzioni, nei settori produttivi delle regie saline, delle miniere e della metallurgia, nelle bonifiche antimalariche e nell’approvvigionamento idrico, nella cultura e nel giornalismo politico, infine nell’imprenditoria agricola e nelle grandi riforme economiche.
1) Il conte Filippo Beraudo di Pralormo, aristocratico e giurista piemontese, nominato reggente la reale cancelleria, la seconda carica del regno di Sardegna dopo quella di viceré, scrisse un diario quotidiano del suo soggiorno a Cagliari nella prima metà degli anni trenta. Si tratta di migliaia di pagine che descrivono con mirabile precisione la vita istituzionale assieme a quella quotidiana della città di tre secoli fa.
2) La seconda biografia è quella del console svedese Karl Gustav Mandell che negli anni quaranta e cinquanta del Settecento organizzerà l’esportazione del sale cagliaritano verso l’Europa del Nord impiantando nel contempo a Villacidro la prima fonderia industriale dell’isola, un grandioso investimento con centinaia di minatori e tecnici fatti arrivare dalla Germania.
3) Il terzo biografato è il dottor Gemiliano Deidda, medico ed esperto di idraulica che, assieme a importanti bonifiche realizzate nell’oristanese e nel Campidano di Cagliari per mitigare la malaria, tenterà il riutilizzo dell’antico acquedotto romano scoprendo in città il famoso mosaico di Orfeo.
4) La quarta biografia è stata dedicata all’abate algherese Gianfrancesco Simon, presidente del Collegio dei Nobili di Cagliari (oggi Convitto Nazionale), intellettuale giacobino, fedelissimo di Gio’ Maria Angioy, fondatore nel collegio di un club giacobino e del primo giornale mai stampato in città e nell’isola.
5) L’ultimo personaggio è un aristocratico di antico lignaggio il marchese Stefano Manca di Villahermosa, amico di Carlo Felice che ospiterà nella sua Villa d’Orri, in territorio di Sarroch, durante tutto l’esilio dei Savoia a Cagliari nei primi quindici anni dell’Ottocento. La biografia di Stefano Manca smentisce una serie di luoghi comuni sulla classe dirigente sarda che, nel suo caso, seppe farsi imprenditrice moderna della più avanzata azienda agraria dell’isola intraprendendo nel contempo grandi riforme economiche e istituzionali che cambieranno per sempre il volto dell’isola nella prima metà dell’Ottocento.