Nel periodo sabaudo il commercio e lo stabilimento di fabbriche avviene mediante privative. La relazione affronterà le seguenti tematiche: i tabarchini, il commercio con la Svezia, la lavorazione delle pelli, la preparazione della carta, del sapone e delle candele, la tessitura, la manifattura dei cappelli; la birra, la distillazione del vino, gli agrumi e l’acqua di fior d’arancio; la preparazione del vetro e cristalli; le sanguisughe; i turaccioli di sughero; la valorizzazione della sansa; olio di lentisco pistacco; tinture di dafne o truiscu; amido di arum; fabbrica di palle di piombo e pallini; fabbrica per corde da suono con budelle di animali ovini e caprini; commercio di droghe; erba rocella o lichene rocellas; fabbrica di vasi vinari e distillazione degli spiriti e miglioramento dei liquori spiritosi; raffineria di zucchero, fabbrica di mobili, fabbrica di potassa, stamperia; insegnamento di architettura, naturalizzare 40 cammelli in Sardegna; la coltura del gelso e la seta.
Gli appalti o arrendamenti. L’Intendenza Generale sabauda e la difesa economica della Sardegna. L’accumulazione della ricchezza: inventario di don Giovanni Battista Borro (1721) del marchese di Albis, del sacerdote Nicola Lixi (1767), di Raimondo Belgrano (1786). L’avventura del Visconte di Flumini e Gessa (1806). La riforma delle dogane in periodo sabaudo. La Fonderia di Villacidro per la galena, il salnitro per la polvere da sparo. L’attività del mostazaffo od amostassen.