La figura di Giovanni Battista Lorenzo Bogino – il consigliere più ascoltato da Carlo Emanuele III – è, nella storia della Sardegna sabauda, decisamente ingombrante: si staglia enorme all’ingresso di quella porta che conduce allo studio non solo del Settecento, ma anche dell’Ottocento isolano ed è inevitabile per chi varchi quella soglia tenerne conto.
Numerose le sue riforme: la limitazione dei privilegi ecclesiastici; la revisione di alcune vecchie norme giudiziarie; l’incremento dell’istruzione primaria e secondaria; il rinnovo delle università isolane…
Tuttavia, il giudizio dei posteri sull’operato del ministro è controverso, a causa della cautela utilizzata per non allontanarsi eccessivamente da usi e consuetudini secolari: un giudizio che, in ogni caso, investe tutto il riformismo settecentesco europeo.