Cagliari, la Sardegna e i monti granatici

Concluso

Nati a metà del XVII secolo ad opera del vescovo valenzano di Ales Miguel Beltran, i monti granatici rappresentano una delle più importanti istituzioni economiche della Sardegna in età moderna. Nel XVIII secolo la politica del ministro per gli affari di Sardegna Giovanni Battista Lorenzo Bogino e dell’economista sardo Giuseppe Cossu permette la diffusione dei monti frumentari in quasi tutti i villaggi dell’isola. Questi istituti hanno la funzione principale di garantire ai contadini il grano per la semina senza dover ricorrere ai prestiti di mercanti e usurai, ma nel Settecento sono anche uno degli strumenti che il governo sabaudo utilizza per la creazione di un nuovo ceto dirigente fedele alla Corona.

Il complesso sistema di controllo della produzione cerealicola del Regno di Sardegna, di cui i monti fanno parte, è funzionale sia al sistema fiscale, sia alle necessità annonarie per l’approvvigionamento delle città.
La forte azione della burocrazia statale è all’origine di alcune operazioni fondamentali d’imposizione regia, che stabiliscono un controllo sulla produzione e allo stesso tempo regolano il mercato interno e le esportazioni: la consegna, con la quale si esegue una ricognizione accurata del grano ammassato nei magazzini di varia proprietà (baroni, prebendati, canonici); l’insierro, ovvero la quantità di granaglie che viene obbligatoriamente immagazzinata a favore delle città, e la denuncia, che rappresenta invece la dichiarazione dei diversi produttori sulla variazione delle scorte dopo la consegna, con la giustificazione delle variazioni in aumento e in diminuzione. Infine, l’autorità regia fissa il cosiddetto afforo, ovvero il prezzo del grano per il mercato interno. Per le esportazioni è invece necessario richiedere i diritti di sacca. L’annona mira a garantire un approvvigionamento stabile di grano nelle città, fissando quote e prezzi che molto spesso penalizzano le aree rurali.

La vita dei Monti frumentari è altalenante per tutto il XIX secolo: pur diventando un’istituzione di riferimento per l’agricoltura non pare realizzarsi mai pienamente l’obiettivo iniziale degli ispiratori di far emergere una piccola e media borghesia contadina. È tuttavia innegabile il beneficio che i Monti portano nelle campagne sia dal punto di vista del credito, sia per quanto riguarda un generale miglioramento nelle coltivazioni. Problemi istituzionali e «vischiosità» della struttura produttiva sarda, assieme a fattori ambientali, hanno rallentato lo sviluppo dell’istituzione, che tuttavia ha attraversato tre secoli di storia della Sardegna. Tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo, i Monti subiscono diverse mutazioni: nel 1851 passano sotto il diretto controllo comunale, nel 1862 la legge sulle opere pie autorizza l’utilizzo del patrimonio dei Monti per opere di pubblica utilità, tra i due secoli la legislazione speciale per la Sardegna li inserisce nel sistema delle casse ademprivili di credito agrario che nel secondo dopoguerra confluiscono nel Banco di Sardegna.

Locandina
Condividi questa pagina
Facebook
WhatsApp
Email
La redazione

Siamo un’associazione giovane, animata dalla passione per la storia, l’arte e le tradizioni della nostra isola. Operiamo in piena autonomia, senza fini di lucro, e ci sostentiamo con le quote associative e il contributo volontario dei soci.

Contattaci per informazioni sulle attività culturali, sugli incontri pubblici o sulle iniziative dell’associazione.

DETTAGLI

PRENOTAZIONI

Email prenotazione

universitadelterritorio@gmail.com

PRENOTA I TUOI POSTI

La prenotazione verrà confermata automaticamente, ci vediamo all’evento!